Facebook ricorda Flachi, quando la Samp soffriva per davvero

Facebook ricorda Flachi, quando la Samp soffriva per davveroTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca
martedì 22 dicembre 2009, 20:34Siamo in tanti, voci e canti...
di Paolo Capurro

Sarà che la Sampdoria sta passando un momento di crisi nera, sarà che siamo in periodo natalizio e lasciamo più spazio alle emozioni, sarà che fuori si muore di freddo ed è quindi bene chiudersi in casa a pensare, o a riflettere chi ci riesce, ma da un po' di tempo a questa parte tornano alla mente ricordi passati, ricordi che ci hanno emozionato e che ora riaffiorano con nostalgia (calcistica e non). In merito a questo ho notato con curiosità che in uno dei più noti social network, e sto parlando di Facebook, negli ultimi giorni siano aumentati gli iscritti a gruppi che ricordano con affetto il più grande ex-giocatore blucerchiato degli ultimi dieci anni: ovviamente mi riferisco a Francesco Flachi.

Gruppi come "Le acrobazie di Francesco Flachi" oppure "Francesco Flachi per sempre nel cuore della Sud" dimostrano l'immutata stima per questo giocatore. Qualsiasi tifoso con un minimo di memoria calcistica mai potrà dimenticare le sue rovesciate; personalmente ricordo con emozione la prima, quella con la Salernitana su assist di Zivkovic, ma anche le due di Perugia nella stessa partita. Stento ad avere presente un calciatore che abbia fatto altrettanto. Ecco, il richiamo alla memoria di questo giocatore, viene benissimo in un momento come questo.

Flachi arrivò a fari spenti nel '99, si dimostrò pian piano giocatore di valore fino a diventare un leader, ci salvò dalla Serie C, rifiutò offerte importanti per restare alla Samp, insomma, lui come nessun altro ha saputo soffrire e combattere, anche quando le cose andavano malissimo, quella sofferenza che i giocatori di oggi non conoscono abbastanza. E al suo fianco non vi erano i vari Pazzini, Palombo o Mannini, ma al massimo Marcolin, Vasari o Possanzini. La Samp di Flachi aveva un livello tecnico scarso, spesso perdeva e giocava male, ma non rinunciava mai a lottare, e alla fine anche gregari come Sanna e Bernini riuscivano a strappare gli applausi della Sud.

Questa sia chiaro, non vuole essere una critica ad Antonio Cassano, che può essere considerato un po' il "Flachi di oggi", ma piuttosto la critica a tutto un ambiente un po' troppo abituato, come si suol dire ,"a mangiare la Nutella", al quale tutto è concesso e che in questo momento si sta comportando con apparente indifferenza. Sarebbe meglio arrabbiarsi un po' di più, e Francesco Flachi si arrabbiava eccome.